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Gli uomini e la morte.

Nov 6, 2025

Gli uomini e la morte mi si avvicinano piano non appena cammini allontanandoti il più cautamente possibile sorridendomi, tenendo lo sguardo inchiodato nella mia paura.
Un’insolita paura.
Mi si avvicinano ma non li vedo, guardo; tutto diventa nitido ed irriconoscibile.
Le catene riprendono a far rumore, a riprodurre quel luccichio che solo esse sono convinte di saper emanare.
Mi volto per ammirarle sorridendo, mentre la morte sorride a sua volta accarezzandomi il viso e provando pietà nei confronti della mente e degli arti motori.
-“Dove pensate di poter scappare!”.
Lascio che si diverti ammanettandomi ed intanto, con una forza più che sovrumana, alzo lo sguardo verso il tuo ciuffo ondulato – te l’avrei aggiustato solo per l’insaziabile voglia che ho di dirti “È ugualmente bello” – e i tuoi occhiali neri, e le lenti…così trasparenti da potermici specchiare.
Nessuna lacrima: cerco di muovermi freneticamente cercando di portare il bacino in avanti e poter scendere dalla mia postazione, ma la cinta della sedia me lo impedisce.
Quante cose mi ha impedito di fare questa vita?
M’abbandono al volere di quest’ossessione, liberando le lacrime e, vedendo un’ultima volta i due Nemici ridere sguaiatamente di me, penso che per te ho lasciato al sole incollata l’anima.
Al sole…
vanno via.
Gli uomini e la morte.

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