È vero, ma come dice Haruki Murakami «Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle».
Ne ho scritte tante di lettere, e per alcune di esse mi pento di averlo fatto, perché nel momento in cui scrivo uno scritto dedicandolo a qualcuno è come se ci fosse inciso il mio nome sul foglio e sulle parole.
Ma se dovessi rendermi conto in tempo che questa persona è priva di un’anima, cosa succederebbe? Se non accettasse questa mia lettera, ciò che penso ed una parte di chi sono? L’incisione, in quel caso, sarebbe nulla!
Non so ancora chi tu sia, ma credimi: non sono mai stata così felice di conoscere un ragazzo come in questo momento.
Conoscere la tua mente; le tue paure, i tuoi sogni, gli ostacoli che hai dovuto affrontare e che stai affrontando tutt’ora, le speranze nelle quali hai riposto fiducia…tutto ciò che hai bisogno di raccontare.
Quando mi hanno parlato di te, sono rimasta stupita dalla tua determinazione, coraggio e tenacia con la quale vivi; adoro le persone testarde, che sanno ciò che vogliono, e non mi meraviglia la grande frustrazione di determinati esseri umani — vorrei tanto dire che loro escono, ma restano insoddisfatti, non solo riguardo i problemi —, – li definisco in questo modo per non sembrare troppo insensibile -.
Ansia ne ho avuta, ma non ho avuto paura di accettare, pensando “Chissà cosa penserà di me”, per la prima volta, e sono felicissima che tu abbia accettato.
Vivo anch’io questa triste realtà tutti i giorni, ma questo mondo non ci ha sottratto niente: sorrisi, occhi brillanti…la Vita!
Non ci ha sottratto la Vita!
Dico sempre che se siamo qui, nonostante tutto, un motivo ci sarà. Non sono stati i muscoli a darci il consenso di esistere!
Le nostre problematiche non hanno i nostri nomi, chi ci circonda ama noi, non le nostre sedie.
Sappiamo chi e come siamo, conosciamo le nostre Vittorie e dovremo tenerle al nostro fianco per sempre.
Ti ho raccontato poco di me, lo so: lo farò non appena ti incontrerò.

